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(Reblogged from hardcorejudas)
Non esprimo giudizi sull’arresto per corruzione dell’assessore regionale lombardo Piergianni Prosperini. Ma esprimo disagio. Sì, mi fa davvero impressione che Prosperini sia entrato a far parte di una giunta regionale. Rispetto la volontà degli elettori, ci mancherebbe. Ma ricordo perfettamente di aver preso nel lontano 1992 la decisione di non invitarlo più a “Milano, Italia”, la trasmissione di Raitre che conducevo all’epoca, per l’incredibile volgarità e violenza verbale con cui metteva a disagio gli interlocutori di qualsiasi tendenza politica. Insultava, aggrediva. Il pubblico a casa talvolta ne traeva divertimento, com’è ovvio, ma il degrado trash lo retrocesse ben presto a ospite caratterista delle tv locali. Dove a nome di partiti diversi (Lega, Msi, An, Pdl più altre formazioni minori da lui fondate nel frattempo) incitava all’odio razziale e derideva chiunque gli sedesse di fronte. Ha preso i voti, certo, altrimenti non sarebbe diventato assessore al Turismo della Regione Lombardia. Ma io mi chiedo come avvenga la selezione della classe dirigente, se può favorire un tipo alla Prosperini rispetto ad altri esponenti della destra locale. Poco m’importa la nemesi storica per cui finisce in manette per tangenti un energumeno che diciassette anni fa strepitava minacce di forca ai politici corrotti dell’epoca. Questo in Italia è usuale. Ma il vero scandalo è che Prosperini faccia l’assessore.
Il vero scandalo Prosperini | Gad Lerner
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